Conoscete i friggitelli?

I Friggitelli, quando ancora non si chiamavano in questo modo, nel gennaio del 1493 già viaggiavano sulle navi di Colombo ed arrivavano sulle tavole di noi italiani.
I napoletani gli hanno attribuito il tipico nome friariello o “pupariuol ‘e ciummo“ per la loro forma, un po’ incurvata che ricorda la forma di un gambero, e per l’uso gastronomico tipico partenopeo di friggerli.

I puparuoli friarielli sono prodotti tipici campani, raccolti ancora verdi, caratterizzati da una forma a cornetto ma con punta trilobata. Sono teneri, dolci ed ipocalorici, per questo possono essere fritti senza troppi rimpianti: 100 grammi di friggitelli freschi apportano solo 26.5 kcal e possiedono 5.1 grammi di carboidrati. Rappresentano uno dei contorni più graditi di questo periodo, gustati il più delle volte accompagnati con pomodorini, oppure stufati con altre verdure.

Grazie alle alte quantità di fibre presenti nei friggitelli, essi migliorano le attività intestinali, favorendo allo stesso tempo il dimagrimento.


Carciofo: “contro il logorìo della vita moderna”

La pianta del Carciofo ha origini mediterranee ed appartiene alla famiglia delle Asteraceae.
Le foglie, i capolini e le radici del carciofo venivano consumati già in epoca greco-romana come alimenti, ma anche per scopi medicinali.
A partire dal IX secolo d.C. nel territorio napoletano, venne coltivato il cardo selvatico per sviluppare e ricavare la pianta del Carciofo con un anemone di grandi dimensioni, quasi del tutto commestibile; da lì la coltivazione si diffuse ulteriormente nella Spagna musulmana e nel Maghreb.

Il Carciofo coltivato ampiamente nel passato, viene tutt’oggi apprezzato come coleretico e diuretico, il che significa che possiede dei componenti che, rispettivamente, stimolano la secrezione di bile e di urina nel nostro organismo. Il corpo umano richiede la bile per abbattere i grassi; pertanto, l'azione coleretica di questo composto gioca un ruolo importante nel processo di digestione. Ciò che stimola la produzione di bile è un costituente biologicamente attivo e presente in grandi quantità nel carciofo, noto come cinarina.

Il nome di questo composto ci porta alla mente quello di una nota bevanda alcolica, prodotta già negli anni ’60: il gusto e la consistenza stuzzicante di questo digestivo hanno reso il carciofo un ortaggio popolare anche nell’industria delle bevande.
Dai capolini consumati freschi, crudi, bolliti, al vapore o fritti, ai carducci e alle foglie fresche o secche utilizzate per la produzione di aperitivi e digestivi, è facile per tutti trovare una forma adatta per ingerire il Carciofo e sfruttare i tanti benefici che ha da offrire “contro il logorìo della vita moderna” (Carosello anni ’60 con Ernesto Calindri).


Della Cicoria Catalogna non si spreca nulla!

La Cicoria Catalogna appartiene alla famiglia della cicoria, denominata anche “cicoria asparago” per il suo aspetto eretto.
Di questo ortaggio non si spreca nulla, infatti si possono utilizzare sia le foglie esterne che i germogli. Quindi, quando ricevete a casa il Box di Sapore Maggiore con un bellissimo cespo di Cicoria Catalogna, avrete acquisito più consapevolezza dello spreco alimentare, mangiando con attenzione un cibo fresco, genuino e versatile.

Puntarelle alla Romana
Pulite accuratamente la cicoria, staccate le foglie esterne (che utilizzeremo per un secondo piatto) dal cuore, ovvero dai germogli della cicoria che sono simili agli asparagi, ottenendo le denominate puntarelle.
Le puntarelle si possono mangiare anche crude ma bisogna ulteriormente pulirle: coi polpastrelli tastate ogni germoglio/puntarella e tagliate laddove si sente ancora tenera.
Una volta private della base, che è la parte più coriacea, le puntarelle si possono tagliare ulteriormente, prima per metà in senso longitudinale ed ogni metà ancora in quattro, per ricavare delle striscioline, da poter mangiare.
Per poterle gustare al meglio, dovete immergere le striscioline in abbondante acqua ghiacciata per almeno 10 minuti, così da farle arricciare e al tempo stesso ammorbidire.
Seguendo la ricetta tradizionale romana, bisogna condire le puntarelle con una salsa ottenuta dall’emulsione di: mezzo spicchio di aglio privato dell’anima, 3 filetti di acciughe sott’olio, 20ml di olio EVO, un goccio di aceto di vino bianco e un pizzico di sale. Quindi scolate le puntarelle ed irroratele con l’emulsione preparata in precedenza, amalgamando per bene e lasciandole marinare per mezz’ora, in modo tale da fare insaporire al meglio la salsina.
Ottenete un piatto classico, semplice ma buono, dal gusto fresco ed intenso.

Ma come detto in precedenza, dal vostro cespo di cicoria potete ricavare un ulteriore piatto: la cicoria ripassata, un ottimo contorno per carne rossa alla brace oppure un semplice arrosto.
Le foglie di cicoria, staccate in precedenza dal cespo, possono essere bollite in acqua già calda e salata, così da eliminare un po’ il loro gusto amaro.
Al momento della cottura, se aggiungete una patata alla cicoria, riuscirete ad ottenere un contorno ancor più delizioso, poiché la patata assorbirà ulteriormente l’amaro della cicoria. Quando il gambo risulta tenero al tatto, si può scolare la cicoria bollita senza eliminare tutta l’acqua di cottura, in modo da non rischiare di perdere tutte le sue preziose sostanze nutritive. A questo punto dovete procedere per la seconda cottura in padella: preparando un bel soffritto di aglio, olio e peperoncino a piacere, trasferite la cicoria ben raffreddata in padella e lasciatela cuocere per almeno 15 minuti a fuoco medio.
Avete così preparato il contorno ideale per piatti di carne, ricco di vitamine e sali minerali, arricchendo il vostro pasto nel modo giusto ed equilibrato.


Indivia: il delicato gusto dell’amaro!

L’indivia è l’ortaggio tipico del periodo invernale, prestigiosa per le sue proprietà nutrizionali; notoriamente viene coltivata durante la stagione delle piogge.

Dal punto di vista nutrizionale è costituita principalmente da acqua (circa al 95%), con un contenuto calorico pressoché trascurabile, appena 20 Kcal su 100 grammi di prodotto fresco. Questa verdura è ideale per le persone che seguono un regime ipocalorico.

È un prodotto povero dei tre macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati), ma ricco di micronutrienti, infatti presenta un buon quantitativo di minerali, ma soprattutto vitamine.

Come ogni tipologia di verdura a foglia, è ricca di folati (vitamine del gruppo B), preziosi per la sintesi del materiale genetico e la produzione dei globuli rossi.

Possiede anche elevate quantità di vitamina K, vitamina liposolubile, importante fattore nella produzione della protrombina attiva, l’enzima che interviene nella riparazione dei vasi sanguigni.
Considerato il grosso apporto vitaminico, è consigliabile consumare il prodotto crudo come insalata, così da non perdere queste preziose vitamine con la cottura; infatti l’indivia contiene prevalentemente vitamine liposolubili, e quest’ultime tendono a sciogliersi nei grassi di cottura (olio, burro, ecc).

L’indivia, in ambedue le sottospecie (scarola e riccia), presenta una foglia fresca e croccantissima, con un bellissimo cespo integro dal cuore chiaro, dal gusto amaro ma leggero, che rinfresca, sazia e porta armonia sulle nostre tavole.


Il nostro "Sapore Maggiore"

 

 

Ogni singola consegna racconta della bontà del raccolto della Campania:
a
casa tua i prodotti della piana del Sele e della costiera amalfitana,
dal produttore al consumatore!

 

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I Benefici del Cavolfiore

Il Cavolfiore, come i broccoli e il cavolo, fa parte della famiglia delle Crucifereae, vegetali che conferiscono grandi benefici al nostro corpo.

E’ possibile valutare la capacità antiossidante di questo prodotto osservando con attenzione i dati nella scheda tecnica (fig.);il potere antiossidante e l’abbondanza dei composti presenti nel Cavolfiore confermano la bontà e il beneficio che otteniamo assumendolo con una giusta dieta.

Il Cavolfiore è ricco anche di vitamina K che svolge un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue; regola i livelli di calcio nel sangue e attiva le proteine ​​coinvolte nella salute delle ossa.

Tre studi scientifici, condotti in tre differenti parti del mondo, hanno dimostrato che l'assunzione di verdure crucifere è inversamente connessa alla mortalità (Mori et al.), alla mortalità causata da cancro ai polmoni (Zhang et al.) e alla mortalità causata da indurimento delle arterie (Blekkenhorst et al.).

(https://www.halfyourplate.ca/wp-content/uploads/2019/03/GFVN_41_Cruciferous-vegetables_03_2019.pdf)

Ovvero, analizzando attentamente lo studio condotto in Giappone, osserviamo che i soggetti che hanno assunto, con una dieta regolare, più verdure crucifere nell’arco di 5 anni possiedono un rischio di mortalità significativamente inferiore (sia per gli uomini che per le donne), rispetto ad altri non consumatori abituali, indipendentemente dal fatto che siano fumatori.

Questo documento offre spunti estremamente interessanti per gli addetti ai lavori; gli agricoltori dell’Organizzazione di Produttori Solco Maggiore si impegnano nell’adottare tecniche di coltivazione secondo il metodo integrato, assicurando una qualità del prodotto finale significativamente superiore alle norme vigenti.
Il Cavolfiore, raccolto nella Piana del Sele, arriva direttamente sulla tua tavola, comodamente, così da riuscire a mantenere un livello di freschezza e di contenuto nutrizionale ottimale, per un sano e corretto regime alimentare.


Pan di Zucchero, prodotto di qualità!

Il Pan di Zucchero appartiene alla famiglia delle Cichorioideae, la stessa della Cicoria selvatica, anche se dal suo aspetto non si direbbe!
La caratteristica distintiva di questa varietà è quella di possedere un composto organico, l'acido cicorico appartenente alla classe dei fenilpropanoidi, che stimola l’apparato digerente.
Il Pan di Zucchero, è una pianta coltivata prevalentemente in Italia e possiede le stesse proprietà nutrizionali della cicoria selvatica che la natura offre in primavera.
Detto tra noi, la cicoria possiede una storia lunga ed antica, infatti le sue proprietà mediche vengono citate nel papiro di Ebers, il primo trattato medico egiziano risalente al secondo millennio a.C.
(M. Clemente: “Cicoria: una manciata di benessere dai campi” su https://www.inherba.it/cicoria-una-manciata-di-benessere-dai-campi/)

La stagionalità del Pan di Zucchero garantisce benefici metabolici e digestivi nel periodo invernale, degustando un’insalata fresca ma dal gusto deciso anche in questo periodo dell’anno; il Box di Sapore Maggiore di Gennaio viene arricchito con questo prodotto proveniente da coltivazione biologica, diventando testimone di qualità e dell’impegno profuso dagli agricoltori della O.P. Solco Maggiore.
Approfittiamo della varietà che ci offre la natura e che arriva sulle nostre tavole, per mangiare in modo sano e con un pizzico di novità in più!


In "PUNTA" di piedi!

Il Cavolo cappuccio a punta è povero di grassi saturi, è una buona fonte di vitamina A, tiamina, vitamina B6, calcio, ferro e magnesio ed un'ottima fonte di fibra alimentare, vitamina C, folato, potassio e manganese.

Il cavolo cappuccio ha una forma appuntita, un sapore delicato ed è più digeribile del normale cavolo verza.

Il cavolo cappuccio a punta fornisce più vitamina C rispetto alle altre cultivar di Brassicaceae. La vitamina C, insieme a folati (vitamine del gruppo B), potassio e zuccheri naturali, supporta la normale funzione del sistema nervoso e del cervello.

Essendo un prodotto così delicato bisogna conservarlo avvolto in un canovaccio umido nel ripiano verdura del frigorifero.

Si può consumare anche crudo: rimuovendo il gambo e le foglie esterne, si taglia a striscioline e si mangia semplicemente all’insalata.


Cavolo Verza

Il Cavolo Verza, verdura tipica di questa stagione fredda, potete gustarlo al meglio con una ricetta veloce da replicare:

INVOLTINI DI VERZA

INGREDIENTI per 4 persone (circa 8 involtini):

 

  • Cavolo Verza: 500 grammi
  • Patate: 400 grammi
  • Prosciutto Cotto a cubetti: 250 grammi
  • Grana Padano grattugiato: 80 grammi
  • 1 uovo
  • Latte: 1 cucchiaio
  • Sale e Pepe q.b.
  • Olio extravergine di Oliva

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa prendete le foglie più esterne della verza e sbollentatele intere in una pentola con acqua bollente e salata, per soli 2 minuti. Fate raffreddare le foglie e poi tamponatele con un panno, per eliminare l’acqua in eccesso.
Lessate le patate, schiacciatele e versatele in una ciotola, insieme al prosciutto a cubetti, l’uovo, il formaggio grattugiato, il cucchiaio di latte, sale e pepe. Amalgamate bene gli ingredienti, così da ottenere un ripieno ben omogeneo e compatto.
Riempite le foglie di verza per ottenere gli involtini: distribuite 2 cucchiai di ripieno su un lato, chiudete le estremità e poi avvolgete la foglia su sé stessa.
Adagiate gli involtini in una teglia foderata con carta forno, cospargeteli con un filo d’olio e 1 cucchiaio di formaggio grattugiato.
Infornate a 180°C per 20/25 minuti, fin quando non si formi una leggera crosticina sulla superficie.
Una volta intiepiditi, gustateli in tutta la loro morbida e saporita delizia!

Video Ricetta

 


Zucca Butternut, una dolce scoperta!

La Zucca Butternut presenta una buccia di colore giallo pallido, ben soda e liscia. La sua polpa arancione chiaro possiede, come suggerisce il nome (noce di burro), un gusto simile al burro e leggermente dolce.
È ricca di carotenoidi, tra cui beta-carotene, beta-criptoxantina e alfa-carotene, tutti pigmenti vegetali che conferiscono un colore brillante.

Questa varietà è un'ottima fonte di vitamina C, necessaria per la produzione di collagene, la principale proteina della pelle, favorendo la guarigione delle ferite e la riparazione dei tessuti.

È anche una fonte di vitamine E, vitamine B1 (tiamina), B3 (niacina), B6 (piridossina), calcio, potassio, magnesio, manganese, e una buona dose di ferro.

Prima dell’utilizzo conviene sbucciarla, oppure riscaldare l’intera zucca per due o tre minuti al forno, così da ammorbidire la buccia ed eliminarla facilmente. 

 

 

 

 

 

 


Proponiamo una ricetta veloce:
TOAST ZUCCA, SPINACINO E GORGONZOLA

Ingredienti per 2 persone (4 toast):

Zucca Butternut: 500 g

Gorgonzola: 160 g

Pane tostato: 400 g

Spinacino: 200 g

Prezzemolo: 5 rametti

Oʟɪᴏ: Eᴠᴏ q.b.

Sᴀʟᴇ q.b.

Preparazione:

  • Disporre su una teglia la zucca a cubetti ed irrorarla con sale, abbondante olio d’oliva e prezzemolo tritato.
    Cuocerla al forno per 45 minuti a 180°C.
  • Adagiare su una fetta di pane tostato la zucca cotta in precedenza, lo spinacino, e il gorgonzola.
  • Far tostare nel forno grill per 2 minuti e terminare il toast con la seconda fetta di pane tostato.

Buon appetito!